Fiera del Crocifisso Ritrovato

Venerdì di marzo: se non è quello Santo e siete a Salerno, andate a visitare l’antichissima Fiera del Crocifisso che da qualche anno si svolge nel palazzo antistante lo stadio Arechi, nella zona orientale. Appuntamento irrinunciabile per i Salernitani dal 1140 circa ad oggi, U’Crungefisso ha una storia leggendaria legata la figura del mago e alchimista Pietro Barliario o Bailardo. Il mago, che è lo stesso che si dice fece sorgere l’acquedotto medievale, (per questo letto ponte del diavolo) in una notte sola, aveva due nipoti, narra lo storico delle tradizioni italiane Ferdinando Dentoni Litta, che un giorno entrarono nel suo laboratorio e sfogliando dei libri, rimasero talmente impressionati dalla figura del diavolo, che ne morirono. La storia è vera, ma forse i due bambini morirono avvelenati da qualche intruglio. Fatto sta che il mago comincio a pregare davanti al Crocifisso di legno della chiesa di San Benedetto. Alla insistente richiesta di perdono del mago il Crocifisso reclinò il capo in segno di assenso (ancora oggi il Crocifisso con capo reclinato è costruito nel museo Diocesano) e si gridò al miracolo. La folla, come sempre accade, attirò i commercianti. Nacque così la fiera del Crocifisso che ancora oggi esiste. Vi si trova di tutto, ma vanno sicuramente acquistate le famosissime castagne d”o prevete (le castagna del prete), squisite castagne affumicate per sei ore e poi ammollate. Può capitare ancora di vedere comparire zi monaco’u mbriacone, un pupazzetto vestito da monaco che porta alla bocca un fiasco di vino se gli si tira il cappuccio. Oppure Pulcinella che sale e scende in un cono a ritmo di Cicirinella, o scicchignacco int’ ‘a butteglia, il diavoletto che sale e scende in un cilindro pieno d’acqua. Molti stand sono dedicate alle piante e ai germogli, ma ci sono ceramiche, attrezzi, capi d’abbigliamento, utensili da cucina, giocattoli. Spesso la folla viene arringata da altoparlanti che offrono la merce in una specie di asta al ribasso.


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