Il Castello Arechi

Dal castello, situato in cima alla collina Bonadies, si gode uno straordinario panorama sulla città e sulla costiera verso Paestum.
Il primo impianto è riconducibile ad una torre indicata nei documenti come la Turris Maior, innalzata nel VI secolo dai bizantini, probabilmente da Narsete, durante la guerra greco-gotica. E’ a pianta rettangolare e si sviluppa su cinque livelli.
L’intervento longobardo, di Arechi II, nel secolo VIII, fu quasi inesistente sulla struttura, come hanno rilevato gli scavi archeologici condotti nel 1993. L’attenzione del principe fu rivolta essenzialmente alla costruzione delle mura della cinta della città. Infatti, Arechi rifondò Salerno, munendola di un valido perimetro difensivo. Dal castello si diramavano due tratti di mura, in parte ancora oggi visibili, che, prolungandosi fino al mare, inglobavano l’intera città, con uno schema triangolare il cui vertice nord era rappresentato dal castello.
Il castello non fu mai espugnato con la forza. Gesulfo II, l’ultimo principe longobardo di Salerno, nel 1077, Dopo un lungo assedio, si arrese per farne al conquistatore normanno Roberto il Guiscardo e trattò la resa, che segnò il passaggio di potere in città dai Longobardi ai Normanni.
La fase normanna mostra un ampliamento verso sud, con la costruzione di un loggiato, di cui rimangono alcuni piloni inglobati nella massa muraria realizzata per la sistemazione delle cannonieri del secolo XVI e l’innalzamento delle mura reso necessario dalla diffusione, nel XII secolo, di più evolute macchine belliche.
Gli Svevi non daranno molta importanza al castello; Federico II si limiterà ad ordinarne la manutenzione.
In età angioina, il limite sud-est del castello era costituito da un’alta cortina muraria, ben visibile sulla sinistra dell’odierno ingresso. Essa era munita, in origine, di saettiere, da cui difensori potevano scoccare le frecce e, successivamente, al di sotto delle saettiere, vennero installate nelle fuciliere ancora visibili. Attraverso un ponte levatoio ci si immetteva nel cortile.
Gli ambienti sulla destra dell’ingresso, fin giù alla terrazza che si protende sulla città, appartengono all’età moderna. Un documento del 1579 descrive l’ampliamento del periodo del vicereame spagnolo quando il castello ha funzione di controllo e difesa del porto sottostante. In questo periodo si realizzano una serie di cannonerie rilievi, opere eseguite in modo sommario che difficilmente avrebbero potuto praticare reali offese. Ormai il castello aveva, del tutto o quasi, perduto la funzione difensiva ed era utilizzato dei principi Sanseverino, feudatari di Salerno, come residenza temporanea piuttosto che stabile.
Oggi, nel castello, sono esposte diverse opere in ceramica, decorata a “bande rosse” e invetriata con decorazioni in bruno e verde, originali, riecheggianti talvolta motivi di inspirazione islamica, appartenenti ad un lasso di tempo che si estende dal VII-VIII secolo al XIII secolo ed oltre.
Sono stati ritrovati anche dei manufatti in maiolica e creta, la cui produzione, molto probabilmente, era di serie.


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